Stamattina sono andata per dei prelievi al policlinico di Quartu di via Turati.
Erano le 7.30 di mattina, orario in cui si sta levando la nebbia dal mio cervello.
Ho il numero 33, mancano circa dieci persone prima del mio turno per cui mi siedo e pazientemente attendo davanti a uno schermo che trasmette il meteo e l’oroscopo del TG5…
Pur non volendo sento quanto paga di ticket la signora con il cappotto bianco, e a che le TAC e le risonanze magnetiche le fanno a partire dalle 9 e non dalle 8 come credeva la signora con la crocchia.
Arriva il mio turno e la prima cosa che pronuncia l’impiegata è una frase di sorpresa per “l’elenco telefonico” (ndr. sue parole testuali) che mi è stato prescritto in ricetta rossa, senza astenersi dal pronunciare voce chiara e squillante gli esami per me a pagamento.
Tutto senza Buongiorno e Buonasera ma condito da un “TU” spontaneo e direi quasi automatico.
Ammetto di portare bene la mia età … ma i 18 anni li ho passati da due lustri e anche se mi fossi appena diplomata perchè negarmi il rispettoso “LEI” ?
Io do del lei a tutti: al cliente che mi chiama per conoscere il credito residuo, al commesso che mi affetta lo speck per la mia torta al radicchio, alla mamma che porta il bambino al catechismo, alla ragazza che mi dispone i pasticcini nel vassoio in pasticceria.
Mi chiedo che fine ha fatto il rispetto, sia per la mia tanto bistrattata privacy che per quella degli altri pazienti che come me stamattina erano in fila in una qualsiasi delle sale di attesa ticket del globo, (o seduti in qualsiasi scrivania per firmare un finanziamento, o al bancone di una farmacia) sia il rispetto di me come persona adulta, che ha diritto a non essere salutata con un “ciao” o a interloquire con una sua pari alla terza persona e non alla seconda singolare…
16 Responses to Diamoci del tu
AndreA
ottobre 23rd, 2009 at 13:36
Lei ha perfettamente ragione, la riservatezza dovrebbe essere salvaguardata e non resa pubblica, altrimenti non è più “riservatezza”!
Questo al centro analisi, come in banca.
Sull’uso della terza (persona) al posto della seconda, beh, magari si potrebbe anche sorvolare, ammesso che sia fatto senza cafonaggine.
Ciao